Il Foehn
IL FOEHN
Nel periodo invernale accade sovente che masse di aria fredda e umida, provenienti da nord – nordovest, si dirigano verso la Pianura Padana; ma perché tali masse d’aria con temperature medie spesso non oltre i 5°C entrando poi sulle nostre regioni anziché portare freddo e instabilità fanno salire i termometri anche oltre i 15°c? Per dare una risposta dobbiamo richiamare i concetti di “temperatura di rugiada” e di “temperatura potenziale\pseudopotenziale”
Temperatura di rugiada
Temperatura alla quale una massa d’aria umida diventerebbe satura se venisse ulteriormente raffreddata senza subire variazioni di pressione o di contenuto di vapore acqueo. Ad esempio se la temperatura di una massa d’aria è di 5°C e la temperatura di rugiada è paria 1°c, portando tale massa d’aria (ferme restando le altre condizioni) a 1°c essa condenserebbe sotto forma di nebbia o rugida.
Temperatura potenziale
La temperatura T che assume un certo volume d’aria che viene portato dalla quota “k” fino al suolo (ipotizzando il suolo al livello del mare ove hpa=1000) è pari a : T= Tk +10k
Cioè se la temperatura a 2500mt (2,5km) fosse pari a –15 allora T=-15+10[2,5-0]=+10°C
Introducendo la variabile umidità otterremo la temperatura pseudopotenziale tale per cui T=Tk+10k+2,5U data pero l’ipotesi di assenza di fenomeni di condensazione\evaporazione. Nella realtà l’aria contiene sempre una certa quantità di umidità che raffreddandosi o riscaldandosi comporta fenomeni di condensazione o evaporazione; pertanto nel passaggio da T a Tk o viceversa parte del riscaldamento verrà bilanciato dal calore speso per far evaporare l’eccesso di vapore mentre parte del raffreddamento verrà bilanciato dal calore di condensazione. Ne consegue che la variazione di temperatura subita da una massa di aria umida è minore che nel caso di aria secca. Quello appena indicato è un principio fondamentale per capire il fenomeno del foehn.
Tornando alla nostra massa di aria fredda e umida e seguendone il tragitto, incontrando le Alpi la medesima è costretta a salire per valicare i rilievi e di conseguenza a raffreddarsi ulteriormente, ferma restando l’umidità; tuttavia ad un certo punto la temperatura della medesima eguaglierà la temperatura di rugiada e pertanto condenserà sotto forma di pioggia o neve. Tale fenomeno è conosciuto come Stau ed è legato cosi’ tanto al Foehn che secondo alcuni non vi può essere foehn se non vi è stau. Superata la catena alpina l’aria, ora piu’ secca, si riverserà in Pianura Padana riscaldandosi per compressione: tuttavia, richiamando il principio a cui siamo giunti partendo dal concetto di temperatura potenziale, è facile intuire che essendo l’aria piu’ secca il riscaldamento sarà maggiore rispetto al precedente raffreddamento. Ecco perché quella massa di aria a 5°c è giunta da noi ormai a 15°C.
Foehn e Favonio
Foehn e Favonio sono la stessa cosa? La questione è alquanto dibattuta in dottrina e dare una risposta univoca non è possibile. Per alcuni, infatti , “Favonio” sarebbe semplicemente un modo improprio di chiamare il Foehn e trarrebbe origini dal Favonius degli antichi Romani. Per altri il Favonio sarebbe in realtà il Foehn che si verifica nell’Europa centrale (Svizzera, Austria, Germania) quando correnti meridionali cariche di umidità (Scirocco) investono la barriera Alpina, innescando fenomeni piu’ forti rispetto al classico Foehn.
Fonte: MeteoARCOBALENO